Di che cosa mi occupo - Dottor Enrico Bassani, psicologo - psicoterapeuta

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Le aree di intervento di cui mi occupo toccano quasi tutti gli ambiti della psicologia clinica e della psicoterapia, focalizzate sull’adulto e sull’adolescente. Il mio modo di fare terapia, declinato sul magistero di Vittorio Guidano e sulla scuola di pensiero che da lui ha preso avvio, è focalizzato sulla persona che chiede aiuto e sul suo disagio. Partendo dai sintomi e dalla sofferenza del paziente, si cerca insieme di vedere qual è l’origine, quali sono i meccanismi che ne mantengono l’effetto e infine di esplorare un modo nuovo di stare con sé e tra le altre persone.
Nel dettaglio, le mie aree di intervento sono le seguenti:


  • Disturbi d’ansia generici.
Sono i più comuni e diffusi. Con il termine ansia si fa genericamente riferimento a un’emozione di paura generalizzata (o focalizzata su oggetti specifici, come nel caso delle fobie) associata a componenti emotive, cognitive e corporee. A livello emotivo l’ansia viene percepita come un’intensa paura che però non è legittimata dalle condizioni effettive che si devono affrontare o che addirittura non ha un oggetto (angoscia). A livello cognitivo è associata a pensieri di svalutazione di sé e delle proprie capacità, oltre che alla tendenza a drammatizzare gli effetti nefasti di qualsiasi azione o evento. Spesso vi si combinano anche sensazioni di confusione e difficoltà di pensiero. Sul piano corporeo, infine, l’ansia comporta uno stato di tensione che si può manifestare (nei casi più comuni) in termini di difficoltà a respirare, dolori muscolari o nel classico mal di testa.

  • Fobie.
E’ una forma d’ansia legata ad un oggetto specifico. Può riguardare diversi ambiti di vita (come la paura di volare, degli spazi chiusi, di alcuni contesti sociali), o oggetti (come animali, sostanze infettanti, elementi che rimandano a situazioni claustrofobiche - paura degli spazi chiusi - o agorafobiche - paura degli spazi aperti).

  • Disturbi da attacco di panico.
E’ uno stato d’ansia particolarmente intenso e istantaneo caratterizzato dal  terrore di perdere il controllo, di impazzire o di morire. E’ associato a tutte  le manifestazioni fisiche più dirompenti della paura: il cuore che arriva a una  frequenza altissima, il respiro che diventa corto e difficoltoso, sudore alle  mani e sulla fronte, e soprattutto la sensazione di dover scappare, o trovare  rifugio, senza capire da che cosa. Anche un solo evento di tale dirompente portata spesso ingenera la cosiddetta “paura della paura”, ossia il timore di  rivivere quell’esperienza traumatica. Si instaura così una strategia di  evitamento per cui chi ha vissuto un attacco di panico evita tutte le situazioni e contesti che potrebbero essere collegati alla sua insorgenza.

  • Disturbi dell’umore.
Sono i più frequenti dopo i disturbi d’ansia. Il più conosciuto è la depressione, caratterizzata da una serie di indicatori: umore basso per la  maggior parte del giorno, diminuzione di interesse e piacere per tutte le  attività della vita, significativa perdita o aumento di peso,  insonnia o ipersonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticamento e mancanza di energia,  sentimenti  di autosvalutazione associati a vissuti eccessivi e inappropriati di colpa, difficoltà a prendere decisioni,  ricorrenti  pensieri di morte. Questa condizione talvolta si alterna a fasi di segno  completamente opposto caratterizzati da euforia e percezione alterata delle condizioni che ci si trova ad affrontare. Si tratta della cosiddetta “fase  maniacale” della depressione “bipolare”, proprio perché caratterizzata da  un’oscillazione tra queste due polarità antitetiche

  • Ossessioni e compulsioni.
Si tratta di tutte quelle forme di disturbo in cui il soggetto non riesce a liberarsi da pensieri che si prendono letteralmente possesso della sua mente. Questi tipi di pensieri sono quasi sempre associati a paure angoscianti rispetto alle quali è necessario porre un argine. Talvolta l’ansia è talmente forte che per placarla è necessario mettere in atto rituali e azioni compulsive che danno la momentanea impressione di poterla controllare.

  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).
E’ quella categoria  di disturbi che comporta alterazioni significative nell’ingestione del cibo e  nel controllo del peso corporeo attuata attraverso strategie di diverso tipo. L’anoressia si connota per una significativa perdita di peso legata ad un’eccessiva riduzione dell’assunzione di cibo. Spesso la problematica prende  avvio da una circostanza occasionale, come una dieta, poi la riduzione delle  calorie ingerite e il controllo del proprio corpo diventano una ragione di vita  (anche se raramente riconosciuta). La bulimia è invece caratterizzata  dall’alternarsi di ferrei digiuni e abbuffate, alle quali fanno seguito comportamenti di induzione del vomito, sport eccessivi e uso di lassativi per  liberarsi delle calorie in eccesso.

  • Disturbi della sfera sessuale.
Si tratta di tutti quei disturbi che comportano un’alterazione della vita sessuale dell’individuo. Comprendono una fenomenologia varia che va dalla difficoltà ad eccitarsi all’impossibilità di raggiungere l’orgasmo, da dolori percepiti nella normale pratica sessuale a un improvviso calo del desiderio. E’ una categoria di disturbi con un corollario di conseguenze emotive che spesso sfociano in disagi di natura ansiosa e depressiva per sentimenti di inadeguatezza e incapacità.

  • Disturbi dell’adattamento in momenti particolari del ciclo di vita.
Cambiamenti importanti nella vita di una persona possono generare difficoltà nell’affrontare la nuova situazione che si è venuta a creare. Una perdita improvvisa, la scoperta di una malattia, una separazione, un passaggio evolutivo particolarmente delicato possono creare scompensi difficili da affrontare autonomamente. Anche pochi incontri con una figura esterna spesso possono aiutare a fare chiarezza in una situazione che sembra inestricabile.

  • Disturbi post-traumatici da stress.
Sono la conseguenza di un evento particolarmente drammatico, in cui la persona ha avuto la percezione di poter perdere la vita. Chi sperimenta una condizione di questo tipo (in prima persona o indirettamente attraverso il pericolo vissuto da una figura particolarmente cara e importante), subisce spesso le conseguenze emotive di una percezione di assoluta impotenza e impossibilità a far fronte alla situazione. Tipicamente, la vittima di un grave incidente stradale può rivivere le immagini e le emozioni connesse alla tragica esperienza compiuta per molto tempo prima di elaborare il trauma.

  • Disturbi psicosomatici.
In alcune circostanze disturbi che sembrerebbero di natura puramente fisica non sono invece correlati a lesioni o problematiche funzionali di tipo organico. Esami clinici e strumentali sembrano infatti escludere qualsiasi tipo di problema. In tali circostanze l’apparente problema fisico (mal di testa, dolori articolari, perdita dell’equilibrio, improvvisi formicolii, dermatiti, ma anche gravi malattie autoimmuni, solo per citare i più comuni) è invece correlato a una difficoltà di carattere emotivo che genera tensioni e problematiche il cui effetto più evidente è un sintomo fisico.

  • Problematiche inerenti la vita di coppia.
Non esiste coppia che nel proprio percorso di crescita non abbia vissuto difficoltà, incomprensioni e fratture. Laddove questa normale dinamica relazionale (con le sue fatiche) venga messa in discussione per incomprensioni strutturali che minano la stabilità della coppia stessa potrebbe rendersi necessario uno sguardo esterno che aiuti a vedere ciò che dall’interno della relazione si fa fatica a focalizzare.

 
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